Se facebook è come il bar dello sport | Ibrid@menti
Ottobre 19th, 2009 | by edo |Se facebook è come il bar dello sport | Ibrid@mentiLo status di Facebook è nel 90%una striscia piena di banalità sconcertante: un diluvio di “Caio è incato nero”, “Tizia è triste”, “Sempronia non c’ha voglia di studià”. Spesso viene aggiornato ogni dieci minuti, con qualsiasi scemenza passi per la testa, come quella, appunto, di chiedersi perché qualcuno non ficchi una pallottola in testa a Berlusconi. Scemenza che fa il paio con quella che ti spinge a chiederti perché nessuno randelli Capezzone, prenda a calci in culo D’Alema, disintegri con un raggio laser Fabrizio Corona, esili su Saturno senza ossigeno Simona Ventura e Morgan o semplicemente squarti, ma a pezzettini piccoli piccoli e lentamente, quello stronzo del nostro capofficio/dirigente/direttore didattico o del moroso/amante/consorte che ci ha piantato senza neanche un ciao. Trattasi di pensieri che chiunque – via non smentitemi, detesto gli ipocriti – almeno una volta nella vita ha fatto, e magari anche detto, cazzeggiando al bar con gli amici, davanti ad una birra. Solo che al bar, complice il fatto che verba volant, restavano appunto pensieri di innocuo cazzeggio, volatile e presto dimenticato; sul social network, a causa degli scripta che ahimé manent, assumono altra valenza, perentorietà e significato, e si colorano anzi di tinte fosche nonché di possibili sfumature di reato.

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